Ebbene sì, ci troviamo davanti a un luogo comune davvero molto diffuso e che riguarda un po’ tutti i tipi di sapone e di detergente: si pensa che, se non fanno schiuma, non siano abbastanza potenti ed efficaci. Ma è davvero così? È il quantitativo di schiuma a determinare quanto un prodotto sia valido? Ma soprattutto, per quanto riguarda i prodotti corpo e capelli, siamo certi che quella schiuma non nasconda, invece, sostanze aggressive? In questo articolo partiremo dalla storia del sapone, proprio per capirne di più a riguardo e per eliminare una volta per tutte questo luogo comune dalla nostra percezione, soffermandoci in particolare sullo shampoo. Continua a leggere per saperne di più!
Com’è nato il sapone?

Ce lo dicono i libri di storia: la nascita del sapone ha comportato una vera e propria rivoluzione a livello sociale. Immagina di trovarti molti secoli fa, quando ancora non si sapeva cosa fosse veramente l’igiene personale. Certo, ci si lavava quando capitava al fiume o nei laghi ma, rispetto a ciò a cui siamo abituati ora, di certo non si poteva dire che le persone fossero “pulite e profumate”. L’arrivo del sapone, però, comportò un grande cambiamento non solo a livello olfattivo, ma anche di salute: la scarsa igiene del corpo portava con sé malattie che non vedevano margini di miglioramento. Con l’arrivo del sapone, però, molte più persone riuscirono a rimanere in salute o, addirittura, a guarire da qualche malanno.
Un po’ di storia sui saponi
Ma com’erano i primi saponi? Assomigliavano a quelli del giorno d’oggi? Beh, non esattamente, anzi. I primi ritrovamenti risalgono al 2800 a.C. circa, con il sapone di Aleppo, in Siria, ma dobbiamo attendere il 1700 circa per avere il sapone come lo conosciamo oggi, ovvero quello formulato con l’uso della soda caustica. Esso è stato inventato da Nicolas Leblanc grazie a un sistema che gli permetteva di ottenere la soda caustica dal sale. La facilità di produzione e il basso costo, permisero l’industrializzazione del prodotto e la diffusione su larga scala ben presto.
Quando è arrivata la schiuma così come la conosciamo oggi?
Per secoli, il sapone solido o le miscele oleose pulivano, sì, ma senza grandi “coreografie”. La vera “rivoluzione” (e l’inizio del nostro malinteso sulla schiuma) arriva nel XX secolo, con l’avvento dei detergenti sintetici e dei famigerati tensioattivi. È in questo momento che l’industria chimica introduce sostanze come il Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e il Sodium Laureth Sulfate (SLES). Erano economici, facili da produrre e, soprattutto, creavano una schiuma incredibilmente scenografica. Il marketing del dopoguerra ha poi fatto il resto, convincendoci attraverso la pubblicità che una “nuvola di bolle” sulla testa fosse l’unico segno tangibile di un’igiene profonda. Abbiamo iniziato ad associare, quindi, la "potenza" del lavaggio alla quantità di schiuma, ignorando però un dettaglio fondamentale: quei tensioattivi così schiumogeni sono spesso aggressivi. Rimuovono lo sporco, certo, ma insieme ad esso portano via anche il film idrolipidico naturale che protegge la nostra cute, lasciandola secca e vulnerabile.
Quindi, come scegliere uno shampoo che lava bene i capelli?

Per scegliere uno shampoo che lava bene i capelli è necessario non solo controllare la lista degli ingredienti, ma anche affidarsi a brand che utilizzano materie prime di origine vegetale e che studiano accuratamente l’impatto del detergente sia sul cuoio capelluto, sia sul capello. Selezionare un brand che ha a cuore la salute delle persone e che la mette come priorità rispetto al guadagno è fondamentale per non fare scelte sbagliate.
Il nostro è un brand che ha origine nel territorio svizzero e che, da anni, punta su materie prime di origine vegetale di prima scelta, sulla revisione costante delle composizioni, in base ai feedback dei clienti, e su prodotti rispettosi della salute.